L'obiettivo era chiaro: consolidare i legami umani con i produttori, conoscere direttamente le realtà locali e toccare con mano la differenza che le nostre scelte quotidiane di consumo possono fare. Il viaggio si è rivelato un'esperienza intensa che ha permesso ai partecipanti di esplorare progetti di accoglienza e integrazione, di economia solidale e di lotta allo sfruttamento dei lavoratori agricoli.
Il viaggio dei GAS mantovani nella Calabria solidale
Il nostro piccolo ma entusiasta gruppo era composto da Lucia, Simone e Anna, Alessandro e Chiara di Manto-GAS, Daniela di VoltaGAS e Oscar del GAS "Il Filo di Paglia". Insieme hanno esplorato Rosarno e i suoi dintorni, tra cui il piccolo borgo di Camini e la Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Queste tre giornate, dal 7 al 9 febbraio, sono state un'immersione totale nelle realtà produttive e sociali che incarnano i principi dell'economia solidale in Calabria, un'opportunità unica per vedere con i nostri occhi e toccare con mano ciò che significa scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello della spesa.Durante il nostro soggiorno calabrese, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Peppe Pugliese di SOS Rosarno, Rosario Zurzolo della Eurocoop "Jungi Mundu" di Camini, e Francesco Piobbichi di Mediterranean Hope, promotore del progetto "Dambe So – Casa della Dignità". Tre giorni intensi, ricchi di incontri, racconti e scoperte che ci hanno permesso di vedere da vicino le realtà che stanno costruendo alternative concrete allo sfruttamento e all'ingiustizia sociale.
La visita a Camini e alla cooperativa "Jungi Mundu"
Il primo giorno, venerdì 7 febbraio, ci siamo diretti a Camini, un piccolo borgo dell'Aspromonte che rischiava di scomparire a causa dello spopolamento. Grazie al progetto di accoglienza e integrazione messo in atto dalla cooperativa Eurocoop "Jungi Mundu" (che in dialetto calabrese significa "Unisci il Mondo"), il paese sta vivendo una vera e propria rinascita.La cooperativa, nata nel luglio 2011 con l'arrivo dei primi ragazzi dalla Costa d'Avorio, ha trasformato Camini in un simbolo di accoglienza e integrazione. Durante la nostra visita abbiamo potuto esplorare il laboratorio tessile, dove le donne immigrate imparano l'arte della tessitura e della tintura naturale, il laboratorio di arte creativa dove vengono realizzati oggetti artistici, e i laboratori di sartoria e agroalimentare che offrono opportunità di lavoro e integrazione.
Particolarmente toccanti sono stati i racconti delle esperienze di vita dei ragazzi della cooperativa, che hanno condiviso le loro storie prima dell'arrivo in Italia e il percorso di integrazione. L'esperienza di Camini ci ha mostrato un esempio eccellente di come l'accoglienza possa trasformarsi in opportunità di rinascita per territori a rischio abbandono.
Dambe So: la casa della dignità
Sabato 8 febbraio, abbiamo visitato "Dambe So – Casa della Dignità" nei pressi di Rosarno. Il nome, che in lingua Bambarà significa proprio "casa della dignità", riassume perfettamente lo spirito di questo progetto promosso da Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI).Si tratta di un ostello sociale che offre alloggi dignitosi ai braccianti agricoli immigrati che, nonostante abbiano contratti di lavoro regolari, spesso non riescono a trovare casa a causa di discriminazioni razziali. L'alternativa sarebbe vivere in case fatiscenti o nella tendopoli in condizioni di estremo degrado.
Francesco Piobbichi, operatore sociale di Mediterranean Hope e "disegnatore sociale" che racconta la sofferenza dei migranti attraverso i suoi disegni, ci ha illustrato il funzionamento del progetto. I lavoratori contribuiscono con una piccola quota mensile di 90 euro, perché come ci ha spiegato Francesco: "Non è carità, ma un modo per garantire dignità: io sono un lavoratore, io posso pagare, e pago per quello che posso". Una parte dei costi è sostenuta dalla quota sociale proveniente dalla vendita delle arance della filiera di Etika.
Il progetto rappresenta un'alternativa concreta alla logica dei campi di accoglienza e dimostra che è possibile "smontare i ghetti" offrendo soluzioni abitative dignitose.
SOS Rosarno: conoscere i nostri fornitori
Sabato pomeriggio, abbiamo visitato la sede di SOS Rosarno, associazione che dal 2010 riunisce piccoli contadini, pastori, produttori agrocaseari, braccianti immigrati e attivisti. L'incontro con Peppe Pugliese, fondatore dell'associazione, ci ha permesso di conoscere più da vicino questa realtà che da quasi dieci anni è fornitrice dei GAS mantovani.SOS Rosarno è nata in seguito ai "fatti di Rosarno" del 2010, quando un gruppo di lavoratori sfruttati si è ribellato collettivamente alle condizioni di vita e di lavoro nella piana. L'associazione ha messo in rete alcune aziende del territorio convinte che potesse esistere un'alternativa allo sfruttamento.
Durante la visita al magazzino di stoccaggio, Peppe ci ha raccontato la difficile realtà dei lavoratori e delle piccole aziende agricole calabresi. Ci ha spiegato come SOS Rosarno si impegni a garantire contratti di lavoro regolari e pagamenti corretti, a vendere i prodotti a un prezzo equo, superiore a quelli imposti dalla Grande Distribuzione Organizzata, e a praticare un'agricoltura biologica e sostenibile. Ci ha anche fatto notare come vengano destinati 5 centesimi per ogni kg di agrumi al "Fondo per l'Alternativa", utilizzato per attività di solidarietà.
La trasparenza è un valore fondamentale: sulle etichette dei prodotti viene indicato il nome del produttore e la composizione del prezzo, per rendere chiaro come si arriva alla cifra richiesta al consumatore.
Domenica 9 febbraio, abbiamo avuto la possibilità di visitare l'agrumeto e i campi di avocado di Pino, titolare di una piccola azienda agricola locale che fa parte della rete SOS Rosarno.
Un'esperienza di connessione tra produttori e consumatori
La sera di sabato 8 febbraio, abbiamo cenato in un agriturismo gestito da Michele, produttore di formaggi che ha condiviso la sua storia e il suo percorso. Un'ulteriore occasione per rafforzare i legami umani e comprendere le sfide che affrontano i piccoli produttori locali.
L'esperienza complessiva è stata estremamente arricchente, sia dal punto di vista della conoscenza delle realtà locali, che da quello del rafforzamento dei legami tra i soci dei gruppi di acquisto solidale e i produttori. Un viaggio che ci ha permesso di toccare con mano la differenza che fanno le nostre scelte quotidiane e l'importanza di sostenere progetti che promuovono una cultura del rispetto reciproco e della giustizia sociale.
Conclusioni
Il viaggio in Calabria ha rappresentato un'opportunità unica per conoscere da vicino le realtà che incarnano i valori che da sempre contraddistinguono i Gruppi di Acquisto Solidale: filiera corta, prezzi equi, cibo sano, giusto e sostenibile, rispetto per l'ambiente e per le persone.
L'incontro con SOS Rosarno, la cooperativa "Jungi Mundu" e il progetto "Dambe So" ha rafforzato la nostra convinzione che questa sia la strada giusta per il cambiamento necessario: costruire alternative concrete allo sfruttamento e all'ingiustizia sociale, creando reti di solidarietà che connettono produttori e consumatori consapevoli.
Come ha detto Peppe Pugliese: "La nostra filosofia è quella di coinvolgere più realtà possibili, purché affini con i nostri obiettivi, per poter mangiare poco, ma mangiare tutti". Un messaggio potente che riassume lo spirito del viaggio e dell'economia solidale.
Se vuoi saperne di più su SOS Rosarno e sui prodotti disponibili, partecipa alle prossime riunioni Manto-GAS.
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